"Le Donne danzanti nel vento, simbolo del Sentiero d’Arte, portano al di là dei confini di Trarego un messaggio di libertà, vita, unione tra terra e cielo, tra materia e spirito."

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Lucie Hassa


La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
hassa

Lucie Hassa


La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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Lucie Hassa


La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
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La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
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Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
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Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
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Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
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Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
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Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
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Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
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Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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Lucie Hassa


La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
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La pittura è il mio modo per esprimere i miei pensieri e sentimenti. Con la pittura raggiungo me stessa e rendo visilbile ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Nei contrasti del Lago Maggiore, la rugosità delle rocce, la dolcezza e rigoglio della vegetazione, la luce ed i giochi di colore si cela un fascino insauribile: un incantesimo che faccio entrare nei miei dipinti e gli dà forma ed espressione. Attraverso i miei quadri ho conosciuto me stessa.

Lucie Hassa, nata nel 1949, è pittrice fin dall'infanzia. Nonostante l’impegno in famiglia e nella crescita dei suoi 3 figli, è sempre rimasta fedele alla sua passione e nella sua vita ha a lungo dipinto ogni volta che il tempo o le situazioni lo consentivano.
Ha fraquentato seminari di pittura ad acquerello ed acrilico e da oltre 20 anni dipinge con un gruppo di persone disabili. Da 10 anni conduce un atelier nella propria casa dove con un gruppo di amici pittori sviluppa la pratica delle esperienze precedenti.
Questo edificio, l'ex casa di famiglia, è un’antica costruzione di 450 anni che si trova nella valle superiore del Danubio, a Scheer e fa parte del progetto LEADER dell’UE che ne ha finanziato la ristrutturazione e riqualificazione.
mariscotti

Marcella Mariscotti


Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
mariscotti

Marcella Mariscotti


Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
mariscotti

Marcella Mariscotti


Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Marcella Mariscotti


Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
mariscotti

Marcella Mariscotti


Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Marcella Mariscotti


Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
mariscotti

Marcella Mariscotti


Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
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Sono una figurativa e mi piace dipingere in modo realista. I temi di molti miei quadri esplorano i riflessi della luce sulla superficie degli oggetti o sulle loro trasparenze e mostrano il mio senso di meraviglia e di attrazione verso il mistero che ogni cosa racchiude in sé.
La scelta dei soggetti è determinata dalla forma, dal colore, dal rapporto luce-ombra o dal vissuto. La precisione richiesta nell’esecuzione dei dettagli esige che io “entri” nel soggetto prima che io possa dedicarmi ad esso.
Il mio desiderio è che ogni lavoro conduca i miei occhi e quelli di chi lo osserva, verso la lettura di un messaggio di armonia ed equilibrio.
Dipingo da molti anni, in particolar modo ho studiato a lungo e mi sono cimentata per quasi 20 anni nella pittura su porcellana con tecniche classiche e scandinave moderne. Coltivo una forte passione per la pittura ad acquarello e olio. Nel corso degli anni ho partecipato a mostre personali e collettive.
mezzadri

Emanuela Mezzadri


“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

Sito web: www.emanuelamezzadri.it
mezzadri

Emanuela Mezzadri


“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

Sito web: www.emanuelamezzadri.it
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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
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Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
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La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
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Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

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Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
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La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
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Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
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Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

Sito web: www.emanuelamezzadri.it
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Emanuela Mezzadri


“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
Nel 1994 inizia a collaborare con scuole ed enti socio-riabilitativi per l’insegnamento della ceramica e d’altre tecniche artistiche associate anche all’intercultura.

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“La poesia nasce dal vissuto, dalla voglia di riappropriarsi di ciò che è stato e che potrebbe essere ancora, dall’interpretazione che ognuno dà alle cose, una mutevole fotografia della mente che crea il presente con l’accaduto.
Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
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Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
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Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

Emanuela Mezzadri nasce a Como nel 1964; vive e lavora a Bieno (VB).
Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
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Riutilizzare ciò che la natura ha modificato o che qualcuno ha creato nel passato e che è stato buttato, è ricordare chi ha avuto una storia e ricrearne un’altra oggi. Tramandare oggetti, materiali, simboli di linguaggi indefiniti apparentemente semplici, è il rispetto delle radici del presente.
Il ricordo è importante per poter capire cosa siamo, cosa sentiamo. Tutto ha un passato e va rispettato, anche se diverso, per poter creare la speranza di una nuova memoria da sperimentare”.

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Studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano prima con Luciano Fabro, poi con Diego Esposito. Prima le simbologie legate agli antichi popoli africani, asiatici ed americani, poi la poesia haiku diventano fonte d’ispirazione per le sue opere che realizza assemblando materiali di recupero con la ceramica raku o la pittura.
La ricerca di materiali capaci di interpretare la sua arte la porta a scegliere legni e ferri di case demolite, vecchi lini e oggetti intrisi di storia, di passato, perché l’utilizzo di ciò che è stato è per lei la radice del presente.
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Paca Ronco


I quadri di Paca Ronco si presentano a volte come un gioco, come una stanza di bambini con oggetti appesi, ricordi d'infanzia, giocattoli dimenticati: ma niente è per caso.
Tutto contribuisce a costruire la storia, a dar voce a un pensiero, a trasmettere un'emozione.
E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
Danila Tassinari


Paca Ronco nasce a Torino nel 1953. Vive e lavora a Pieve Vergonte (Vb).
Numerose le esposizioni collettive e personali in Italia ed all'estero.

Sito web: www.pacaronco.it
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Paca Ronco


I quadri di Paca Ronco si presentano a volte come un gioco, come una stanza di bambini con oggetti appesi, ricordi d'infanzia, giocattoli dimenticati: ma niente è per caso.
Tutto contribuisce a costruire la storia, a dar voce a un pensiero, a trasmettere un'emozione.
E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
Danila Tassinari


Paca Ronco nasce a Torino nel 1953. Vive e lavora a Pieve Vergonte (Vb).
Numerose le esposizioni collettive e personali in Italia ed all'estero.

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I quadri di Paca Ronco si presentano a volte come un gioco, come una stanza di bambini con oggetti appesi, ricordi d'infanzia, giocattoli dimenticati: ma niente è per caso.
Tutto contribuisce a costruire la storia, a dar voce a un pensiero, a trasmettere un'emozione.
E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
Danila Tassinari


Paca Ronco nasce a Torino nel 1953. Vive e lavora a Pieve Vergonte (Vb).
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I quadri di Paca Ronco si presentano a volte come un gioco, come una stanza di bambini con oggetti appesi, ricordi d'infanzia, giocattoli dimenticati: ma niente è per caso.
Tutto contribuisce a costruire la storia, a dar voce a un pensiero, a trasmettere un'emozione.
E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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Tutto contribuisce a costruire la storia, a dar voce a un pensiero, a trasmettere un'emozione.
E' un gioco-non gioco evocativo, quasi arcano, ma schietto e disarmante.
Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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Tutto contribuisce a costruire la storia, a dar voce a un pensiero, a trasmettere un'emozione.
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Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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Gioco e poesia, arte e genialità, ironia e introspezione sono elementi costanti nella pittura di PacaRonco, anche quando dipinge un oggetto apparentemente banale o un pavimento qualunque, un tratto di strada su cui la gente lascia cadere qualunque cosa e su cui spesso cammina guardando a terra, ma senza " vedere ".
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